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Finita la festa, gabbato lo partigiano

Moleskine 26/4/2005



Oggi 26 aprile si ritorna alla normalità.
L'Unione continuerà a dire che l'Italia va allo sfascio, Almunia che i conti italiani sono disastrosi, Calderoli continuerà a chiedere la devolution, Storace chiederà di non approvarla, Follini contunuerà a tramare contro Berlusconi, Fini a tacere e Gasparri a macerarsi. 
Sono finite le adunanze oceaniche di ieri, è finita la retorica antifascista e la difesa della Costituzione. Il Partigiano viene rimesso nell'armadio come il vestito buono della festa.
Passata la festa, gabbato lo Partigiano.
Eppure ieri questi Partigiani avrebbero potuto (e dovuto) smerdare questi "neopart" di bassa macelleria e di basso profilo. Questi neopart che hanno concesso cittadinanza politica, anche con l'imbroglio, ad una lista dichiaratamente (neo)fascista capeggiata da Alessandra Mussolini. 
Una Alessandra Mussolini che, ieri, li ha ripagati non abiurando.
I veri Partigiani avrebbero dovuto chiedere conto a Prodi ed Unione tutta del perchè del soccorso rosso alla Mussolini. Invece la voce (idiota) dei neopat d'accato si è levata più forte.
"Berlusconi, Albertini farete la fine di Mussolini", questa è la parola d'ordine. 
Anzitutto devono dirci qual'è il nome da mettere dopo il cognome Mussolini, se del camerata Benito o della compagna Alessandra. Noi pensiamo che sia il primo, ma anche in questo caso c'è una piccola differenza.
Per cacciare la dittatura fascista, ci è voluta una azione militare di liberazione, anche e soprattuto grazie agli USA, ed una relativa esecuzione a piazzale Loreto. Per cacciare Berlusconi ed Albertini basterà un voto democratico e libero. 
Una scheda vale più di mille pallottole, questa è la lezione della democrazia e della Costituzione italiana, quella vera.
Non un "bigino" in salsa rossa.   



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Soobriety please....

Moleskine 13/4/2005

Miei (non)carissimi militanti del centrosinistra,
scusate non ce la faccio proprio, da filoamericano, a chiamarvi unionisti, tanto più perchè per voi anti amerikani suonerebbe poi come una offesa,
avete vinto. E' indubbio. Solo un pazzo, un Badget Bozzo o un Bondi potrebbero motivare il contrario.
Ma vi prego di risparmiarci, almeno per quest'anno, la solita solfa antifascista del 25 aprile.
Avete vinto e non è successo niente. Non ci sono state purghe, nè deportazioni, nè sparizioni notturne, al massimo qualche polluzione.
Vi invitiamo alla sobrietà, non perchè siamo fascisti, (dai toni dei nostri post dovreste esservene accorti da un pezzo), ma perchè la sobrietà sarebbe il primo segno di voler pacificare i toni, non le idee.
Durante quest'ultima campagna elettorale i toni si sono molto alzati e spesso si è finiti per sconfinare in una zona pericolosa che spesso è "acqua di coltura" di un batterio temibile: l'eversione.
Noi vogliamo un confronto serio e serrrato su idee, programmi, proposte e progetti. Siamo sempre stati per gli aspri contraddittori, ma le nostre "armi" sono sempre state il ragionamento e la parola, mai altre.
Potreste senz'altro dirmi di rivolgermi anche a quei pochi che, dalla nostra parte, hannno vinto.
Non abbiamo problemi a farlo, ma l'11 a 2 presuppone che siate voi a dover dare il buon esempio.E' ciò che fa parte dell'onere del governare.
Una zoppa democrazia dell'alternanza va mettendosi in cammino in questa Italia, così bistrattata e così malridotta, facciamo in modo che non sia azzoppata del tutto.
Possiamo guadagnarci tutti.... 



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La vera faccia della mortadella

Moleskine 30/3/2005


Dignità e vergogna proprio non li ha. Dopo aver detto, urbi et orbi, che sarebbe stata una campagna elettorale buonissima e non essere stato reso afono, come invece è purtroppo successo a Giovanni Paolo II, oggi,  Romano Prodi, il mortadellone nostrano candidato a palazzo Chigi per l'anno prossimo dall'Unione (degli insaccati), addossa  tutte le colpe di una aspra campagna eletorale indovinate a chi ???
Silvio Berlusconi. 
C'era da aspettarselo. Infatti a noi risulta che sia stato Silvio Berlusconi a:
1. raccogliere e certificare le firme false per la lista di Alessandra Mussolini;
2. permettere ad un dipendente del servizio pubblico RAI, terra di conquista berlusconiana, a candidarsi alla carica di governatore del Lazio;
2. scrivere su un giornale di parte che il padre dodicenne ddi Francesco Storace, candidato alla carica di governatore del Lazio, aveva legato e picchiato un deportato;
3. malmenare brutalmente un candidato al consiglio regionale dell'abruzzo di Forza Italia;
4. ad incendiare un gazebo dell'UdC nel Lazio.
...e potremmo andare avanti.
Questo è il buonismo di Prodi.
Una sola parola allora: la vera faccia della mortadella è una autentica faccia da posteriore, senza se e senza ma.



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La scelta personale per me è discriminante

Moleskine 23/3/2005



Siamo sicuri che la vicenda di Terri Schiavo riguardi l'eutanasia ? E se riguarda l'eutanasia, ovvero la "dolce morte", siamo sicuri che il lasciar morire di fame e di sete una persona sia così "dolce" ?
Siamo sicuri che la legge, il sommo strumento di difesa della vita delle persone e della società, possa condannare una persona innocente alla morte ?
Che strana società, la nostra, pronta a scendere in piazza per un condannato a morte, pronta a schierarsi a favore di dittatori e terroristi.
Fossi un cattolico moderno ed alla moda, direi che è la cultura della morte e del nichilismo che sra vincendo. Purtroppo, sono un liberale ed un laico, ma non ateo, e quindi cerco delle risposte piuttosto che dei dogmi fideistici.
Tutto, per me, risiede della scelta.
Se Terri Schiavo avesse lasciato uno scritto o una testimonianza audibile o visibile in cui, liberamente ed in prima persona, chiedesse l'applicazione di un protocollo finalizzato all'eutanasia nel caso fosse divenuta una "malata" senza speranza, non avrei nulla da dire. Potrebbe non piacermi, ma rispetterei la sua scelta.
A me non va quando a sciegliere sono gli altri. Nel caso di Terri Schiavo è proprio questo: è il marito di Terri, rivolgendosi al giudice, che vuole decidere se un'altra persona deve vivere o morire.
Questo lo ripeto è un assassinio legalizzato.
E' la peculiarità della situazione a non potere essere un esempio della possibilità di scelta dell'eutanasia. Terri Schiavo è una martire, che in nome del progressismo verrà sacrificata ad una visione abnorme del diritto e della legge.
Chi vorrebbe vivere in una società che pratica l'eterogenesi dei fini legali ???       



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I Faschicchisti ovvero il neo fascismo dei vecchi antifascisti

Moleskine 22/3/2005



Il 25 aprile prossimo si spelleranno le mani, consumeranno metri cubi di aria e piangeranno lacrime di coccodrillo.

Tutto secondo copione.

Chi sono ?

I guitti dell’antifascismo di facciata, ovvero quei “puffoni”, che, solo per raccattare qualche voto in più o qualche rendita di potere, ci faranno la paternale su cos’è la dittatura e quanto era, è e sarà dura vivere sotto di essa.

Ci parleranno di libertà, di dignità, di patria e di repubblica, ma la domanda mi sorge spontanea: questi puffoni sanno cosa vogliono dire queste parole ?

Intendiamoci, non ce l’ho con i partigiani e con chi ha combattuto, con fede, con entusiasmo e con dedizione per far cadere il regime totalitario nazifascista. Io me la prendo con quei politicanti di bassa macelleria, quegli elemosinanti di poltrone e prebende, quei portatori di una faccia i cui connotati facciali sono pericolosamente uguali alla conformazione morfologica del proprio posteriore.

Certamente quando arriverà il 25 aprile p.v., le elezioni regionali saranno finite da un pezzo, con i vinti e i vincitori, ma le attuali vicende pre-elettorali, soprattutto nel Lazio, hanno fatto emergere una nuova specie di homo sinistrensisis o unionensis: il fachicchista, un ibrido (eu)genetico frutto dell’unione tra il (neo)fascista ed il radical chic.

Per questo ominide il vero nemico è uno solo: Silvio Berlusconi, cioè l’unica persona che ogni tanto gli ricorda chi siano in realtà: comunisti.

Ed allora Berlusconi non va solo combattuto, ma va distrutto, ucciso, annientato. Annientare Berlusconi, per costoro, equivale a espungere dalla coscienza collettiva il ricordo di chi siano in realtà e da dove provengono.

In questa ottica è utile ed opportuno aiutare anche il neofascismo di Alessandra Mussolini. In nome di questo obiettivo tutto è lecito, tutto è utile e tutto è opportuno. Anche, da fervente uomo o donna di sinistra, autenticare e certificare l’autenticità di firme false, raccolte in un giorno falso. E poco importa se quelle firme sono a favore di una Mussolini, vuoi metterla a confronto di uno Storace  o di un Berlusconi ?

Se ci fosse ancora l’anchor man televisivo, Piero Marrazzo, ci avrebbe fatto una intera trasmissione sull’argomento, schierandosi apertamente a favore delle vittime del raggiro. Invero oggi c’è il Piero Marrazzo politico, il campione di homo unionensis ovvero comunista, che invece si fa forte della campagna a favore della Mussolini, la quale è anche nipote della Loren ed un giorno potrebbe sbarcare in televisione “mandata a rai tre”.

Questo atteggiamento si chiama fiancheggiamento. E se chi fiancheggiava il fascismo era fascista, dobbiamo oggi dire che chi appoggia il faschicchismo e un facchicchista, anche se si presenta sotto le puffonesche spoglie dell’aedo dell’antifascismo.

Io ho un sogno, vedere questi puffoni sommersi da una marea di fischi da parte di quei partigiani e di chi ha combattuto con fede, con entusiasmo e con dedizione contro il nazifascismo. Sarebbe una nuova lotta di liberazione: contro il vero fachicchismo dei falsi antifascisti.




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Per adesso si è fermata la mano assassina legalizzata

Moleskine 18/3/2005



Non accenna a placarsi la battaglia legale su Terri Schiavo. 



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Giù il cappello....

Moleskine 7/3/2005

Ammetto la mia invidia, forte e rosicante, nei confronti di questo pezzo scritto da un ispiratissimo Marco Pannella.

......E pensare che non lo vedremo alle prossime elezioni regionali.


La Resa ai dittatori chiamata Pace

di Marco Pannella - Corriere della Sera 07/03/2005 

Nicola Calipari è caduto, è morto perché ha fatto parte, fa parte, dell’Italia-che-resta, dell’Italia-che-va, non di quella che chiama “pace” il “non-andare” nella Cambogia di Pol Pot e perfino il “venir-via”, ora, dall’Irak che ci chiede di restare; invece, questa Italia “de sinistra” va, ma solo in pellegrinaggio, ovunque, da sempre, che fosse nell’impero comunista sovietico o nella Cina che stermina con altre popolazioni intere ancora oggi i propri contadini, come altrove fu con le popolazioni del Volga-Don. Una “Italia” -questa- antropologicamente, ormai o ancora, antiamericana e antiliberale, e che non declina mai, né come soggetto né come oggetto, né a Venezia né altrove, la parola “libertà”.


Nicola Calipari fa parte ideale e tragica dei novecentomila irakeni assassinati da Saddam, lasciato in pace, assoluta, ad assolvere le funzioni di macellaio del suo popolo e dell’umanità; lasciato in pace perché dittatore, antidemocratico, antiliberale, come spesso accade dove la società è retta in tal modo, mentre ci si scatena, a lungo, ferocemente, contro i “crimini” del Messico o della Turchia, e ovunque, se vi sia in atto un processo democratico, e “occidentale”.


Nicola Calipari è caduto, è morto, come soldato (e non come assoldato) della pace e della libertà; in obbedienza ai deliberati e agli appelli dell’ONU e dell’Irak, degli irakeni, e innanzitutto della sua coscienza di cittadino e di “servitore” dello Stato italiano. Onora noi tutti, tranne coloro che continuano a considerare l’assassinio e il terrorismo contro le donne e gli uomini d’Irak un’arma doverosa e esclusiva, ideologica e quotidiana; e che considerano costoro come “resistenti”, come “patrioti”, come “vittime” degli “americani” e degli “italiani”, dei “britannici”, con sciagurata fedeltà ideologica ad una storia per tanti versi infame che si dichiara -nel contesto- superata, ma non certo ripudiata.


Nicola Calipari, ha lui dato corpo e anima alla nonviolenza; non altri che la “scoprono” ora, e che insultano la verità storica, continuando nel miserrimo gioco di distinguere (e contrapporre) il “popolo” americano da colui che quel popolo ha eletto a governarlo e rappresentarlo, o di cui approva, con una amplissima maggioranza democratica, l’operato. Costoro rispettano i “silenzi” “cambogiani”, “irakeni”, e disprezzano le voci “americane”, “democratiche”, italiane; e comunque ignorando le loro ragioni, per meglio colpirli per i loro errori o torti, veri o presunti che siano.


Infine, se non fosse stato tacitato per sempre, dubito che Nicola Calipari avrebbe mai ringraziato i suoi potenziali e poi veri assassini per averlo “solamente” ferito, fisicamente o moralmente, e magari -poi- curato gentilmente.


Quando, come radicali, abbiamo tentato di contrapporre alla “necessità” di una fase bellica, la scelta di liberare l’Irak (“Irak libero!”), di por fine allo sterminio delle popolazioni irakene con la sola arma della democrazia e della diplomazia, della scelta di un’immediata attivazione di un progetto -garantito dall’ONU- di transizione verso la democrazia in Irak, assicurando a Saddam la convenienza della scelta dell’esilio (progetto fatto proprio dalla maggioranza assoluta dei parlamentari italiani, di centro-destra e di centro-sinistra), costoro nemmeno mostrarono di accorgersene. Lottavano solo contro Bush; quel “resto” dava solo fastidio.

Così, Governo, Opposizione, “masse” e “girotondini”, “pacifisti” e “rivoluzionari”, mobilitatisi in tutto il mondo, indussero Saddam a restare a Baghdad, facendolo ritenere vittorioso -non solo moralmente- agli occhi del mondo, e suoi propri.


Il Governo e l’Opposizione facciano pur commentare ora, come sempre, dalla Terza Camera presieduta da Bruno Vespa, o dalla Commissione Bipolare di Giovanni Floris, a Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Prodi e Berlusconi (se accettano), o ad altri loro habitués, la vita e la tragica morte di Nicola Calipari, il liberatore di Stato, cui la vittima del sequestro deve principalmente la libertà e la vita. Silenziati e non silenziosi; vietati e non vieti, impediti a concorrere legalmente al loro gioco democratico, siamo e vogliamo essere “irakeni”, vogliamo condividerne le sorti nella prospettiva della “comunità delle democrazie” che stiamo contribuendo a costruire.

Ammettiamo pure che questo sia il grido che emettiamo dalla nostra Resistenza antiregime, antipartitocratica, antibipolare, antifondamentalista, anticlerico-autoritaria, anticlerico-fascista, anticlerico-comunista. Mi emoziona e mi consola di pensarlo, come una eco di un articolo che il comunista “Paese sera” mi pubblicò nel 1959 come editoriale, in cui già allora proponevo (come vorrei poter fare ancor oggi, con la durezza di questo intervento) alla sinistra democratica e liberale da una parte, e dall’altra, a quella comunista e di sinistra socialista, quanto -con un ritardo di mezzo secolo- sembra costituire l’essenziale di gran parte della classe dirigente dei DS e della Sinistra e Centro-sinistra europei. E che rischia di essere travolto, in queste settimane, sia che si tratti di politica internazionale o di difesa referendaria dei diritti umani in Italia, anche da “alte” parti dell’Unione di centro-sinistra.


So che quanto ho scritto, che è sicuramente anche un grido, farà a loro volta gridare, di sdegno e di furia eliminatoria, molti. Ma proprio questo, credo, sia il miglior modo di onorare la vita e la morte del poliziotto italiano (figlio di quelli intravisti e celebrati a Valle Giulia da Pier Paolo Pasolini), di Nicola Calipari, con il suo quanto eloquente, gridato nei fatti, itinerario Reggio Calabria, Genova, Roma, Baghdad.


Non andrò stamani, a salutare, con “tutti”, Nicola Calipari. Non solo perché aborro queste celebrazioni ufficiali dove pullulano “autorità” che non di rado considero come usuali celebranti, se non autori, delle sciagure nazionali, sulle quali poi e solennemente piangono.

L’ultima volta che vi partecipai fu nel 1979 (proprio a Santa Maria degli Angeli), ai funerali del Comandante Generale dei Carabinieri Mino, assassinato dal para-Stato, da assassini ancor oggi protetti dallo Stato, per tentare anche in quel modo di lottare da radicale per un po’ di verità, in un regime fatto di morte della legalità e di assassini della Giustizia e della vita civile.


Ma questa volta non tornerò alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, come pur feci per la celebrazione in onore del generale Mino. Quel giorno, nella folla, mi scorse un altro amico, il Colonnello dell’Arma Antonio Varisco, che accorse indicandomi perché la gente, vicina e stupita, lo udisse: “Lui gli voleva davvero bene, e Mino gliene voleva ancora di più, forse. Grazie, Marco!”. Poco dopo, Antonio Varisco fu assassinato anche lui, ma da terroristi o assassini o “resistenti” italiani, per conto delle “Brigate Rosse”. Non andrò, anche se questa volta “lo Stato” non è complice ma difensore del “suo” Nicola Calipari.


Noi lo saluteremo e onoreremo, martedì a Strasburgo, nella sessione plenaria del Parlamento Europeo, quale testimone di un’altra Europa e un’altra Italia da quelle che chiedono di ritirarci oggi dall’Irak, come ieri di non andarci, per lasciarlo ai Saddam ed ai loro eredi.




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Appena finito lo speciale sulla Fallaci

Moleskine 3/3/2005



E' appena finito lo speciale su Oriana Fallaci di Enrico Mentana. Tanto di cappello, nonostante San Remo e la ondata anestetizzante della pax televisiva.
Un bel pezzo di giornalismo a tutto tondo.
Vedrete che domani qualche cretino dirà che Berlusconi lo ha fatto perchè vuole la nomina della Fallaci a senatrice a vita.



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La morte di Mario Luzi

Moleskine 28/2/2005



Sulle pagine di questo Blog abbiamo polemizzato, anche aspramente con il senatore Mario Luzi, soprattutto dopo le imporvvide dichiarazioni a seguito del fattaccio del treppiede. Eppure la notizia della sua morte ci colpisce, ci colpisce come scrittore di poesie, ci colpisce come lettore di libri, custodisco gelosamente una sua copia autografata, ci colpisce come ex amministratore, poichè ho votato a suo favore della concessione della cittadinanza onoraria della mia città.
Il Senatore a vita Mario Luzi per le sue idee era un degno avversario politico, per questo a maggior ragione va riconosciuto l'onore delle armi. Lui non ha cambiato i suoi giudizi politici e noi non abbiamo cambiato i nostri, eppure esprimiamo profondo cordoglio di fronte alla sua dipartita.



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Moleskine 26/2/2005



Sto sentendo il discorso di Pietro Marrazzo su Radio Radicale. Uan lunga lista di disfattismo e di odio verso Storace, al punto di definire, maleducatamente, Moffa e Tajani letteralmente "due perdenti". La domanda sorge spontanea: ma questo personaggio, quando avrà perso le elezioni regionali, tornerà a lavorare in RAI e per le cazzate che sta sparando posso scrivere a "Mi manda Rai Tre" per pubblicità fasulla ????

p.s.: una sola cosa comica, quando Marrazzo ha ringraziato Rutelli additandolo come il capo di una lunga stagione riformistica romana...passaggio sottolineata da pochissimi applausi, qualche fischio e molta freddezza.  



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Chi dirige il ballo

Moleskine 22/2/2005



La polemica, innestata dalla Melandri, sorta sulla scorta delle parole che Francesco Storace ha rivolto all'indirizzo di Rosy Bindi, è sintomatica, soprattutto con lo strascico delle dichiarazioni delle donne di destra, della incapacità di quasi tutte le donne e degli uomini del centrodestra a rispondere adeguatamente alle provocazioni della sinistra.
Diciamocelo apertamente, il politico-uomo e la poltica-donna di centrodestra vive una sorta di complesso di inferiorità neo confronti del politico-uomo e della politica-donna dell'Unione. Fateci caso, sono sempre questi ultimi nei vari dibattiti a dettare il ritmo, il politico-uomo e la politica-donna del centro destra reagisce, non agisce.
Al di la delle dichiarazioni di Storace, riguardanti la bellezza della Bindy, che a titolo personale condividiamo ed anzi farsi dare del fascista dalla Bindy è per noi un motivo di orgoglio, non condividiamo il coro starnazante di alcune esponenti di AN che vanno dal "Storace è un becero" a "per fare politica e farl bene, non servono i tacchi a spillo". Queste donne non hanno capito che è venuto il momento di agire e non reagire. Vogliono più visibilità dentro AN, comincino a dettare loro i tempi ed i modi della discussione politica e soprattutto si convincano a dare alla sinistra quel che merita: il totale disprezzo intellettuale e la radicale illeggitimità.
Reagendo alle discussioni, i politici-uomini e le politiche-donne della destra  legittimano il sistema valoriale che i sinistri usano invece di contestarlo e di delegittimarlo, ma così facendo si mettono in uno stato di inferiorità.
Quando lo avranno capito, vinceremo tutte le elezioni...   
    



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Massimo assalito dalla realtà ?

Moleskine 18/2/2005



"Non nascondo che per chi, come me, crede che la democrazia sia un valore universale è difficile negare che ci sia persino un certo fascino avventuroso nell'ideologia neoconservatrice";
 "(una politica multilaterale) ...non può consistere nel mantenimento dello status quo, in una concezione ottocentesca della legalità internazionale e della sovranità nazionale che tollera le dittature e la violazione sistematica dei diritti umani". (Massimo D'Alema - La Stampa 16/2/2005)

Stranamente queste parole dette da D'Alema non ci suonano strane. Abbiamo sempre nutrito una certa "ammirazione" per D'Alema, probabilmente perchè siamo narti nello stesso giorno, e sapevamo che la realtà avrebbe assalito anche lui.
D'Alema è, a vario titolo, tollerato all'interno dell'Unione. Una Unione che è più attenta alla pancia che al cervello. Non è un caso, secondo me, se ultimamente i vari D'Alema, Marini o Rutelli a vario titolo siano stati messi alla gogna da Prodi. I primi due perchè visti dal Professore emiliano come i congiurati che fecero cadere il suo governo, e l'altro perchè sta, lentamente cercando di costruire, una posizione cattolico liberale all'interno della Margherita piuttosto che a-catto-comunista.
Per adesso sta vincendo Prodi, ma non vorremo che alle politiche possa cadere.
La campagna elettorale è una maratona, non una corsa dei cento metri, qualche sgambetto potrebbe scapparci...soprattutto se assaliti dalla realtà.
 



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Alcune considerazione (impopolari) su Cronache Marziane di ieri sera...

Moleskine 10/2/2005



Fabio Canino è un genio televisivo. Le sue "Cronache Marziane" sono un vero e proprio manuale di marketing e di comunicazione. Il suo aver saputo coniugare efficacemente il colto con il trash facendolo diventare snob e cult è eccezionale.
Eppure ieri sera, la discussione in merito ai troppi gay in TV, francamente è stata veramente stucchevole. Sono sicuro che i gay in TV siano molti di più di quelli che hanno fatto vedere, ma con questo non voglio condannarli.
Io credo che l'ostentazione della propria omossessualità, assunta come esempio di comportamento moralmente corretto, buttata sempre in faccia all'altro, che è  visto come un nemico da abbattere e non come un soggetto portatore di idee. Che adesso il gay in TV sia chic è indubbio, ma la presenza del gay è la classica foglia di fico. La presenza del gay ti permette di poter fare tutto, perchè qualunque critica ti verrà rivolta la potrai sempre mascherarla come razzismo sessuale.
Io credo che sia riduttivo avere il gay in trasmissione per parlare di cucina o di gossip, per esempio a me piacciono molto le lezioni di Aldo Busi ad Amici.
Preferirei un etero che parla di gossip o di cucina ed un gay, oltre a Busi, che parla di cultura e libri. Magari scopriremo diverse sfaccettature della stessa materia, e che non si è così diversi.
Questa per me è vera eguaglianza....   



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Vecchi vizi

Moleskine 9/2/2005



"Il Governo coprirà il deficit del TOROC", così titola oggi "la Stampa".
Alla faccia del patto di stabilità, alla faccia dei vincoli di bilancio, alla faccia del rigore.
Il Comitato Olimpico di Torino 2006 si accoda ad una usanza tipica dell'italietta: Tanto paga Pantalone.
Oggi Il Governo copre il deficit del TOROC. Domani il Governo dovrà aiutare di nuovo la FIAT di Montezemolo che non perde occasione per fare la paternale sull'imprenditoria...forse di quella a piè di lista.
Non credo che questa sia il centrodestra che sognavano gli elettori del 13 maggio 2001.
Aspetto smentite comunque.... 



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Malagiustizieri

Moleskine 7/2/2005



Ammazzare la propria fidanzata con più di 40 coltellate e farla franca con soli 16 anni. Reclutare Kamikaze per compiere attentati terroristici e farla franca. Tentare di rapire una bambina piccola e uscire il giorno dopo di galera.
Facile dire oggi: la giustizia è in una situazione patologica.
Direi che forse è venuto il momento di parlare del comportamento dei magistrati e non più di giustizia. La Giustizia è un concetto astratto, mentre chi la deve applicare è concretp, è fatto di carne e di sangue.
Allora, forse, la situazione patologica è di coloro che amministrano la giustizia.
Secondo la definizione classica, la giustizia è "dare a ciascuno il suo". Ma la Giustizia serve anche a proteggere i fondamenti del patto di società di una comunità. Essa si amministra in nome del popolo, quello stesso popolo che elegge i propri legislatori. Le norme sono un pilastro della società, l'altro è la giustizia che è lo scudo di quelle norme.
Credo che sia difficile dire che il popolo è in sintonia con chi amministra in nome e per conto loro la giustizia. Con una metafore possiamo dire che la Giustizia è si cieca, ma non orba.
Oggi per arginare questa "deriva" si pensa a cambiare le norme. E se provassimo a cambiare i "malagiustizieri".
E se ad essere malata fosse la magistratura, o alcuni esponenti di essa ?
Alcuni esponenti che interpretano le leggi secondo convenienze politiche. Che piuttosto che applicare la legge, cerchi il cavillo per lanciare dei messaggi ai legislatori.
E' qualunquistico chiedere più sentenze e meno interviste ?
I cattivi legislatori possono essere rimpiazzati con il voto, mentre i cattivi magistrati sopravvivono a qualunque maggioranza.

 



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A(nother) Right Nation

Moleskine 4/2/2005



E' indubbio che Silvio Berlusconi sia un grande comunicatore. Non c'è bisogno certo che sia io a sottolinearlo. Per essere grande ed efficace, c'è bisogno di essere sempre in anticipo sui tempi ed essere dotati di un ottimo fiuto.
Il Premier ha entrambe le cose, oltre ad una volontà di ferro. Non solo ha capito quali uomini siano i "migliori" nel campo avverso: Fassino, D'Alema, Rutelli, Letta Enrico e Bersani, ma ha anche assimilato la lezione che G.W. Bush ha impartito al partito democratico.
Berlusconi ha compreso che il prossimo scontro elettorale del 2006 si giocherà sui valori etici e, come sua abitudine, gioca d'anticipo.
Quello che, a molti commentatori, può sembrare una distinzione manichea e rozza, noi crediamo sia soltanto la prima fase della costruzione di una Maggioranza Morale di tipo americano sulla falsariga di "The Right Nation".
Sicuramente il Cavaliere ha letto l'ultimo libro di ideazione, (e dopo non dite che non ve lo aveamo detto), e ne ha tratto le sue considerazioni.
La costruzione della Right Nation In America passa però per una serie di predicatori conservatori, (prova ne sia il dossier che il settimanale Time ha pubblicato questa settimana, così come segnalato da Camillo), figure che qui in Italia non esistono.
La presenza del Vaticano, infatti, non ha permesso il fiorire delle chiede evangeliche americane che sono il combustibile della Christian Coalition, ed allora Silvio Berlusconi ha deciso di fare da sè.
Non sappiamo se questa sia la mossa giusta, quello che sappiamo è che il Presidente Berlusconi è sulla strada giusta.   



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Esempi

Moleskine 1/2/2005



Ho cercato di visitare il sito del programma di Prodi www.governareper.it, ma mi chiede la password.
Ha forse capito che sono di Destra ?

Vi lascio i link così potete provarci voi.

www.governareper.it
www.governareperte.it



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Burraco...

Moleskine 28/1/2005



Secondo il fratello, Nichy Vendola è il classico genio che si perde in un bicchiere d'acqua, prova ne è il fatto che perde sempre a Burraco.
Premesso che sono un giocatore di Bridge, e quindi mosso da un pericoloso pregiudizio, ma per noi il Burraco è un gioco di puro culo. 




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Noi piangiamo, non produciamo lacrime...

Moleskine 22/1/2005

Questo blog piange l'omicidio di un operatore di libertà italiano in Iraq: il maresciallo Simone Cola. La liberazione dell'Iraq dal nazicomunismo baathista, purtroppo, è costata una nuova morte. Sapevamo che la strada che porterà la libertà in quel paese è una strada dura ed in salita, con poche soddisfazioni e molto guano da mandare giù.
Oggi noi piangiamo e non produciamo lacrime...    



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Le leggi di Murphy per Destra

Moleskine 21/1/2005

Legge di Murphy

Se una cosa può andare male, lo farà.

Legge simmetrica di Baranowsky

Se una cosa può andare a sinistra, lo farà.
La legge si chiama simmetrica, poichè formulata in antitesi con l'estensione di Luiso alla Legge di Murphy: "Se una cosa può andare a destra, lo farà".

Appendice di Simoes alla legge di Baranowsky

Non vale il reciproco.
E' con questa appendice che si consuma la netta cesura del sistema di cui ci stiamo occupando con l'altro sistema originatosi dalla estensione di Luiso.

Postilla di Pothier alla legge di Baranowsky

(Se una cosa può andare a sinistra, lo farà )magari lentamente.

Estensione di Rudloff alla postilla di Pothier

ma lo farà comunque.

Paradosso di Rustad

Lo slittamento della Destra in Sinistra avverrà tanto più rapidamente quanto più l'argomento sarà importante

Annotazione di Dillahunt

E' più facile uno slittamento sistemico della Destra in Sinistra, piuttosto che uno puntuale.

Assioma di Kramp

Destra e Sinistra differiscono solo per le inezie
Dopo l'enunciazione di questo assioma Kramp fu tacciato dai suoi colleghi di eterodossia e messo al bando dalla comunità scientifica

Aggiornamento di Firth

Quanto più un argomento è stupido, tanto più Destra e Sinistra si fronteggeranno aspramente.
Firth era l'allievo prediletto di Kramp

Glossa di Vannest all'aggiornamento di Firth

E la Sinistra avrà sempre ragione.
Si deve all'opera di Vannest il rientro del filone Krampiano nell'alveo tradizionale.

Norma di Nichol

La Sinistra ha sempre ragione.

Postulato di Speir

La Destra ha sempre torto.

Congettura di Minyard

Se la Sinistra ha torto, il problema ha una soluzione impossibile.

Principio di Ollison

Chi nasce a destra, finisce a sinistra.
Chi nasce a sinistra, finisce insieme a quello nato a destra.

Estensione di Dauber al principio di Ollison

Chi nasce al centro non finisce.

Chiosa di Fretz all'estensione di Dauber

Dauber è di centro.
In seguito alla pubblicazione di questa chiosa, si scatenò una forte polemica tra Dauber e Fretz i cui strascichi si sentono ancora oggi, soprattutto tra alcuni epigoni delle rispettive scuole.

Assioma di Dittmer all'estensione di Dauber

Allora il centro è sempre in equilibrio

Principio di Athey

Al Centro, Destra e Sinistra sono uguali
Vedi ciò che è successo a Kramp.

Appendice di Westlake alla legge di Lampton

Una posizione diversa da quella di Sinistra è inutile.

Glossa di Masten al principio di Athey

Il centro è indefinito.
Vedi nota alla Glossa di Vannest.

Appendice di Mc Garrity alla glossa di Masten

Ma c'è.
Mc Garrity era l'allievo prediletto di Athey e con la sua confutazione del sistema di Masten, in nome di una ortodossia del pensiero del maestro, si pose fuori dalle maggiori e più autorevoli correnti.

Teorema di Loman

Destra e Sinistra si attraggono reciprocamente.
Tipico esempio della scuola di Mc Garrity.

Estensione di Redel al teorema di Loman

Con la medesima intensità con cui si respingono.
Redel fu considerato troppo progressista dagli antagonisti e troppo conservatore dai discepoli di Mc Garrity.

Tautologia di Strope

Se la Destra può andare a Sinistra, lo farà.
Strope è stato il più conservatore dei discepoli di Baranowsky.

Postulato di Bevans

Se la destra non può andare a Sinistra, lo farà lo stesso.

Legge di Lampton

In qualunque discussione, la miglior posizione è quella di sinistra.

Corollario di Westlake

Una posizione diversa da qella di sinistra è inutile

Appendice di Frost

Ed anche dannosa.

Postulato di Einhorn

Non esiste una posizione di destra.

Principio di Akiyama

Tutti sono qualunquisti.

Glossa di Gau al principio di Akiyama

Tranne quelli di Sinistra.

Legge di Mounsey

Tutti quelli di Destra sono qualunquisti.

Assioma di Rolland

Il qualunquismo è di Destra.

Ipotesi di Weingart

Uno di Sinistra qualunquista è inconsciamente uno di Destra

Regola di Sifford

Se uno di Sinistra è qualunquista, sbaglia.
Se uno di Destra è qualunquista, è ignorante.

Prassi di Heskett

Il contrario di quello che penso è di Destra.

Modello di Rolland

Quello che non capisco è di Destra.

Consuetudine di Tyer

La maggioranza va rispettata

Chiarimento di Iliff alla consuetudine di Tyer

Solo se è di Sinistra.

Direttiva di Brocious

La maggioranza può essere solo di Sinistra.

Correzione di Zemlicka alla direttiva di Brocious

E', non può essere.

Dogma di Klett

Non può esistere una maggiornza di Destra.

Commento di Saam al dogma di Klett

Se la maggiorna è di Destra, ci sono stati degli errori.


Vorrei pubblicamente ringraziare AFORMISMA che è l'autore di queste leggi.




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